giovedì 15 marzo 2007

Conferenza: Qual è il limite tra eutanasia e accanimento terapeutico? (Pescara, Venerdì 23 marzo)

Libreria Book e Wine
Via Tirino (dietro il nuovo tribunale) - PESCARA

Venerdì 23 marzo, ore 18,00

La famiglia sembra irreversibilmente in crisi e gli effetti collaterali di questa patologia sociale si presentano con sempre maggiore virulenza. I divorzi, gli aborti, l’eutanasia sono le armi di distruzione di massa che il pensiero debole nichilista sta dirigendo contro il nostro futuro. Ragionare sulla morte e sulla vita è un’impresa complessa e al contempo una sfida che non possiamo lasciarci sfuggire. È un’impresa perché l’evento-morte sfugge alla nostra immediata comprensione, ed è al contempo una sfida perché è proprio in questa fuggevolezza che si gioca il proprium dell’umano.
Qual è il limite tra eutanasia e accanimento terapeutico? Cos’è l’eubiosia? Come si può soccorrere un malato che non possiamo curare? Vivere, cosa significa? L’uomo chi è? È davvero frutto del caso, come vorrebbe Darwin, oppure è figlio d’un progetto intelligente?
Di questo parleremo con il saggista Alessandro Pertosa, bioeticista e studioso di filosofia, che ha recentemente pubblicato Scelgo di morire? Eutanasia, accanimento terapeutico, eubiosia (Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2006) e Contro Darwin e i suoi seguaci (Edizioni Fede&Cultura, Verona 2006) in collaborazione con Francesco Agnoli.


Libreria Book e Wine
Via 397 da denominare n. 30
(zona nuovo tribunale)
65129 Pescara
Tel 085.6921508 - Fax 085.4513945

domenica 11 marzo 2007

Conferenza: ELOGIO DELL'INQUISIZIONE a cura di don Ugo Carandino (Montesilvano / PE, 17/03/2007)

Montesilvano, Sabato 17 Marzo 2007 - Ore 18,00
(Libreria Book Café di Montesilvano, Via Vestina n. 130)

ELOGIO DELL'INQUISIZIONE
a cura di don Ugo Carandino dell'Istituto Mater Boni Consilii di Verrua Savoia (TO)
Presentazione di Marco Solfanelli, Presidente dell'Associazione Amicizia Cristiana

I pregiudizi sulla storia della Chiesa sono numerosi e tenaci, radicati non solo nei ceti intellettuali più sensibili alle influenze della cultura laicista ma anche in molti cattolici, affetti da un ingiustificato complesso d'inferiorità a causa di una scarsa conoscenza della loro storia.
Esempio classico del radicamento di tali pregiudizi è l'esistenza, ancora oggi, di una "leggenda nera" sull'Inquisizione, costruita dall'Europa protestante nel Cinquecento, alimentata dai libelli degli illuministi nel Settecento e ripresa dalla letteratura popolare ottocentesca di ispirazione massonica.
Eppure l'Inquisizione, grazie alla prescrizione, sempre rispettata, di mettere per iscritto le fasi della procedura, le deposizioni e le testimonianze, è una delle poche istituzioni del passato su cui è disponibile una quantità di dati tale da rendere impossibile ogni travisamento storico. Infatti, gli studiosi che negli ultimi anni hanno cominciato a esplorare l'imponente documentazione archivistica si sono trovati, con stupore, al cospetto di tribunali dotati di regole eque e di procedure non arbitrarie, di corti giudiziarie pronte a sconsigliare l'uso della tortura o a scoraggiare denunce infondate e delazioni, di organismi molto più miti e indulgenti dei tribunali civili del tempo. Inoltre, sebbene certa propaganda insista sul carattere ideologico e totalitario dell'Inquisizione, è sempre più evidente l'abisso esistente fra i metodi propri di questa istituzione e i sistemi di controllo delle persone e di manipolazione delle coscienze messi in atto negli Stati moderni.